Aste immobiliari e fiscalità, un po’ di chiarezza.

Mi capita spesso, troppo spesso, di sentire persone che danno per scontato che acquistare un immobile in asta corrisponda al non dover sostenere delle spese aggiuntive.

Sfatiamo questo mito.

L’acquisto di un immobile tramite asta anziché tramite classica compravendita cambia SOLO nella modalità di trasferimento del bene, che passa da un soggetto all’altro grazie a una vendita FORZATA.

Ora, secondo quale criterio al fisco dovrebbe importare la modalità di acquisto e quindi non dovrebbe tassare l’operazione?

Quindi, la verità è che pagheremo le stesse identiche imposte, che varieranno a seconda dei requisiti (prima o seconda casa) e della provenienza (persona fisica o persona giuridica).

L’unica sostanziale differenza è che nelle Espropriazioni Immobiliari (persone fisiche insolventi) non c’è atto notarile ma Decreto di Trasferimento, che avrà si un costo, ma nettamente inferiore a quello del classico atto.

“Ma allora non conviene acquistare in asta, se poi avrò le stesse spese dell’acquisto tradizionale!”.

Ragioniamo con un esempio.

Immobile su libero mercato, valore 100k, spese 15k, totale acquisto 115k.

Stesso immobile in asta, valore 100k, spese 15k, aggiudicazione 80k, totale acquisto 95k.

Conviene lo stesso?

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