Se qualcuno mi avesse detto che un giorno sarei diventato Papa, avrei studiato con più impegno
Papa Giovanni Paolo II
Quante volte hai sentito frasi come:
“Tanto impari sul campo“, “L’esperienza è tutto!“, “L’unico modo per imparare è sporcarsi le mani“?
Troppe.
Premessa: non sto dicendo di chiuderti in biblioteca fino alla fine dei tempi.
Certo, prima o poi le mani vanno sporcate. Ma senza basi solide – qualche tonnellata di concetti ben piantati in testa – la pratica diventa solo una costosa, frustrante e ridicola sequenza di errori.
In modo più esplicito, intendo dire che il ‘fare’ è importante, ma agire con competenza è tutta un’altra faccenda e richiede un investimento in termini di energie, volontà e fatica di una portata davvero significativa.
Già, perchè il mito dell’azione a tutti i costi è comodo, altro che coraggioso. Oggi sembra quasi che studiare, approfondire, capire, sia il rifugio dei pigri o dei paurosi che non hanno voglia di mettersi in gioco.
Follia.
E’ molto più semplice buttarsi nella mischia anche se del tutto impreparati!
Il risultato? Il mondo del lavoro si è riempito di ‘operatori’.
E io, personalmente, sono stanco di pagare professionisti che non sanno nulla del loro mestiere.
Il mercato immobiliare non fa eccezione. Anzi: qui la superficialità pesa il doppio. Davvero si può pensare di muovere centinaia di migliaia di euro – case, palazzine, capannoni – senza prima conoscere diritto, normative, regole fiscali, rischi concreti del settore?
Non è teoria sterile: è la differenza tra fare un affare e finire nei guai.
Ecco perchè all’ingresso di questo magnifico mondo dovrebbe esserci un cartello gigantesco con la scritta:“L’immobiliare non ammette ignoranza”.
Ecco il punto: la teoria non è una gabbia, è una mappa. Senza di essa ti perdi, ma nemmeno con essa arrivi dappertutto.
L’immobiliare è un universo, e come ogni universo è infinito. Io stesso – pur studiando ogni giorno con una certa dedizione – sono consapevole (e peraltro entusiasta e curioso) di avere ancora distese di praterie da esplorare.
E’ qui che si delinea la differenza: se hai le conoscenze, i tuoi errori diventano lezioni. Se non le hai, diventano macerie. E in questo mercato – dove si spostano patrimoni, famiglie, futuro – non puoi (e non devi) permetterti il lusso dell’improvvisazione.
La combinazione vincente, quindi, non è certo scegliere tra teoria o pratica, ma è proprio coltivarle entrambe. Prima apprendere, poi agire. Prima capire, poi muoversi.
Solo così si cresce davvero, evitando di confondere l’incoscienza con il coraggio.
Dunque: puoi continuare a raccontarti la favola che “s’impara facendo”. Oppure, puoi scegliere di guardare in faccia la realtà: senza teoria, la pratica è solo dilettantismo ben pagato.
E nell’immobiliare – dove ogni errore costa caro – i dilettanti non sopravvivono.
AF


